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I racconti di chi è stato con noi

Un nuovo nome ma una lunga storia

Eccomi a SOGNAMONDO.
SOGNAMONDO…
Siamo rientrate 3 giorni fa, io e Claudia, splendida compagna di viaggio…Lei e il suo camper mi hanno accolto in questo piccolo-grande viaggio. 800 km di sintonia, di canzoni cantate a squarciagola e di eccitazione respirata a ogni Km che passava sotto di noi..
Lontano, era tempo di andare Lontano.. Abbastanza Lontano da sentirmi Lontana …
Eccoci a Sognamondo.
Dovevamo fermarci 7 giorni…ci siamo fermate il massimo che potevamo, 12 giorni.
Cosa dire?
Sognamondo è un luogo Magico. Magico perché le Persone che lo Abitano sono Magiche…Persone che si permettono coraggiosamente di Essere, di Condividere, di Esprimersi, di Ballare, di Cantare e di Emozionarsi così, Semplicemente con Autenticità.. Questa è la Magia che ho sentito, forte e imponente.
Arrivi e ti senti preso per mano e accompagnato sulla GIOSTRA con dolcezza e, se vuoi e, se puoi ti lasci
Essere..
Ecco subito il sorriso di Barbara e l’accoglienza frizzante e autentica di GianLuca.
In pochissimo tempo ci troviamo a cenare in spiaggia con falò e tanta bella musica… Un Sogno…e stai subito bene… Semplicemente bene e ancora non sai dove sei…
… poi i laboratori…
Ho partecipato a molti laboratori in questi 12 giorni. È stata linfa per i miei sensi, ma ancora di più ho incontrando tanta, tanta competenza e tanta, tanta passione in chi li conduceva… Loris, Silvano, Ian, Astrid, Martina, Paola, Fernando, Stefano… un nutrimento per l’Anima… Grazie!!
E di nutrimento? Vogliamo parlarne? Vorrei ringraziare Elisabeth, La Regina della Cucina, per avermi fatto conoscere la cucina vegana fatta con Amore e Anima… Un’esplosione di sapori!! La Beci, accompagnata da uno staff strabiliante…Davide, Diana, Mirka, e tutti gli aiutanti…
E di Regina poi, c’è Silvestro… Silvestro Regina…Unico…un’esplosione di talenti, di idee, di progetti, di cose fatte e cose da fare e amante della sua Splendida Terra… Importante….
In questo coloratissimo Caleidoscopio di persone, di passioni, di emozioni ci sono stati altri bellissimi incontri di chi come me era li’ ed è salito sulla GIOSTRA!!
… e il Mare…. tanto Mare e tanto Orizzonte!!
Grazie.. mi farò accompagnare da tutta questa Bellezza!!

Già a casa noi. Dopo neanche tre ore di viaggio. Nutrendo sentimenti di riconoscenza per tutto ciò che la vita ci offre e in questo “tutto ciò ” oggi in prima fila c’è Sognamondo o “Sogna mangia” come fu denominata l’anno scorso da un simpatico giovane uomo affamato di cure e ascolto attento.
Bello “sognamangia”, no?
Il cibo nutre corpo e spirito, se preparato con amore, e Bechi, di questo è maestra.
Un caro saluto a tutti quelli che non abbiamo salutato oggi: Annamaria e Gianni dalla Campania, Leopoldo, Mirka, Gabriele con la sua bimba bionda, Paola la regina, e a tutti i bambini presenti, gioia dei nostri cuori. Un saluto che include tutti, belli e brutti, complottisti e scientisti, rompipalle e buonisti. L’amore universale. Ecco cosa mi ha lasciato sognamondo oggi. E quando sei nell’amore, puoi solo ringraziare, sapendo bene che non è eterno nella realtà materiale, ma lascia segni indelebili e profondi nell’anima.
GRAZZZIEEEE!

Buongiorno a tutti
rientro dopo sette giorni di mare e passeggiate, nutrita nel corpo e nell’anima. Tanto è accaduto con mia somma sorpresa.
Ho trascorso del tempo in compagnia di una carissima amica, Daniela, con cui feci un viaggio in India, il mio primo vero viaggio, circa vent’anni fa.
Che gioia ritrovarsi, capirsi, confrontarsi senza sforzo, senza fatica.
Appena arrivate ci ha accolto la gentilezza di Luca, ci ha trovato subito una tenda nel camping e ha iniziato ad andare avanti e indietro per trovarci lenzuola e federe. Sistemate in un battibaleno, via tutti al falò sulla spiaggia tra le battute di Salvatore, artista della zona, che ci ha raccontato un po’ di lui e di Sognamondo. Attraversiamo un piccolo sentiero che taglia la pineta, accompagnati dal coro delle cicale, e appena giunti sulla spiaggia la sensazione è stata come di approdare in un luogo magico, fatato, senza tempo. Scenario da favola si apre dinanzi ai nostri occhi stupefatti dalla bellezza dell’orizzonte, dai colori, dal tramonto che sembra offrirci un bellissimo benvenuto, salutandoci. Qui, nella penombra, incontriamo Barbara, punto di riferimento per le sistemazioni e le attività di ogni settimana, che ci viene incontro presentandosi e dando finalmente un volto alla voce paziente, ascoltata tante e tante volte al cellulare per ricevere tutte le informazioni necessarie. Così sul far della sera tutti insieme intorno al falò a cenare e a chiacchierare, avvolti dalla luce di questo fuoco scoppiettante che offre calore, luce, estasi.
Davvero un grande inizio!!!
La mattina alle ore 7.30 iniziava la lezione di bioenergetica con un certo Loris, un uomo imponente con la voce calda e chiara, la risata contagiosa e gli occhi profondi come il mare, che si è preso cura di noi ogni giorno.
Che emozione incontrare di nuovo degli sguardi dopo tutto questo isolamento. Brividi corrono lungo la schiena, non avevo chiaro quanto mi mancasse “incontrare” lo sguardo dell’altro fino a questo momento. Loris ci guida nello sciogliere il corpo in tutte le sue parti, nel portare attenzione e ascolto a ciò che accade nel corpo e nell’imparare a decifrare meglio il suo linguaggio.
Eseguiamo gli esercizi attraversando posizioni e versi di animali, alcune emozioni (paura, stupore, orgoglio, vittima) e assaporando la gioia nel gioco tutti assieme. Sperimentiamo cosa significhi per noi portare il peso del mondo, chiedere aiuto, mettere dei confini, l’affermazione di sè dinanzi allo sguardo dell’altro. Nella conclusione della settimana la proposta è stata di prenderci cura dell’altro, una goduria assoluta, e l’esercizio della fiducia, che consiste nel lasciarsi andare all’indietro tra le braccia dell’altro. Un brivido di terrore del vuoto giunge chiaro ad ogni tuffo. Il gran finale col botto ha previsto il ricongiungimento di ognuno di noi con la sua parte bambina, in un abbraccio tenero, mostrato prima di tutto a se stessi e e poi anche all’altro.
Un ciclo potente in cui è arrivata tanta cura, tanto sollievo, lacrime di dolore hanno fatto posto a lacrime di commozione e a risate a cuore aperto. Loris al termine ci ha ringraziato commosso per aver partecipato e ciò rende ancora più vero, autentico ed efficace il suo lavoro. Un senso di pace e di unione ha poi pervaso tutti. Un viaggio di una settimana che ha percorso le vite intere di tutti noi, un grande dono esserci incontrati qui adesso.
Alle 9.15 circa l’abbondante colazione con tanti tipi di gustosi dolci vegani, servita dalle ragazze di Sognamondo col sorriso e con generosità e poi tutti al mare, verso la spiaggia infinita di Foce Varano sul Gargano, 12 chilometri di spiaggia immensa, solitaria, dove non vedi confini. Mare verde-turchino a seconda della profondità del fondale, acqua ristoratrice, fresca sempre pronta a rinfrancare dal calore e dalla fatica delle lunghe passeggiate.
Alle 14.30 laboratori nel camping: uno era tessere un ordito intrecciando a mano dei fili colorati, ripescando gesti di un femminile lontano. Qui ho sentito quanto fosse importante rallentare, portare attenzione ad ogni movimento delle dita, nell’imparare una tecnica a me sconosciuta e così poco familiare. Astrid è stata una guida attenta e soprattutto molto, ma molto paziente, considerando l’assoluta inesperienza dei partecipanti. Poi è stata la volta del laboratorio di cianotipia, una tecnica in cui si usa un acido particolare fotosensibile che posto su carta o tela diventa blu al contatto con la luce del sole e quindi mettendo sopra il foglio elementi della natura come foglie, fiori, o qualsiasi altra forma dopo un periodo di esposizione al sole, questi stessi oggetti lasciano l’impronta sul foglio e si creano delle guache meravigliose, sorprendenti, poetiche. Alla conclusione del laboratorio tutti i presenti hanno creato su un lenzuolo un quadro fantastico e tutti ci siamo un po’ commossi per aver creato insieme questa meraviglia, adesso esposta a Sognamondo. Silvano, aiutato dall’amico Yen, è un ragazzo a dir poco geniale che porta agli altri queste tecniche particolari con amore ed entusiasmo oltre ad una profonda competenza, come sarebbe bello poter portare un suo laboratorio nella mia scuola.
E poi c’è stata la visita alla grotta di San Michele, il santo che divide il male dal bene. Una grotta particolarissima con la parte alta tutta ondulata, costellata da stalattiti e stalagmiti, con tante nicchie utilizzate dai cavalieri Templari per rifugio e riposo, e con delle sorgenti d’acqua che si dicono medicamentose. Sul pavimento le orme dei piedi dei cavalieri a volte due, a volte una, segno che il cavaliere non era rientrato dalla battaglia. Un’altra emozione alle porte, il mettere piede in un luogo così singolare pieno di pace e mistero. Ho sostato a lungo dinanzi la statua del santo con la sua lunga spada ed è sorta dal profondo una preghiera semplice, delicata. Scatti di foto si sono susseguiti e poi via con questa sacralità nel cuore verso il lago di Varano e i rifugi dei pescatori. Guida di questa bella gita è stato Silvestro un uomo sensibile, amante della sua terra, della musica, dell’arte, delle donne, della bellezza in generale che s’impegna con tanta dedizione a mostrare questa bellezza a chi lo incontra. Un’altra bellissima giornata organizzata da lui è stata l’uscita sul veliero, da cui, oltre al fantastico bagno al largo, abbiamo potuto ammirare il paesaggio della costa dal mare, le coltivazioni di cozze con le Tremiti sullo sfondo, momenti davvero suggestivi. Grazie Silvestro, grazie di cuore per tutto ciò che fai per questa terra così faticosa, così difficile.
La sera dopo la cena squisita, realizzata con farine integrali, senza glutine, seitan, tofu, e verdure di ogni genere, preparata con grande cura da Beci, il grande capo dagli occhi grandi azzurro-cielo, e le sue collaboratrici, è la volta del laboratorio di canto, e qui sotto la guida della dolce Martina si sono susseguiti esercizi di respirazioni sulle vocali, accompagnati da dei buffi gesti che ogni volta ci hanno fatto un po’ sorridere. Piano piano abbiamo imparato il canto africano e quello in gaelico, e al termine della settimana ci siamo esibiti, accompagnati dalla musica della chitarra di Carlo, dall’ukulele di Edoardo e dalle percussioni.
Un trionfo di gioia cantare insieme e avvertire la risposta degli astanti e concludere nell’apoteosi dei tamburi tra le danze sfrenate di chi desiderava ballare.
In mezzo a tutta questa creatività, incroci di sguardi, sorrisi, parole, incontri, condivisioni di cibo, di arte, di natura e bellezza. Cosa vuoi di più?
Nulla solo far sedimentare dentro di me tutta questa bellezza, farla circolare in ogni parte di me, respirarla, nutrirmene per poi poterla, a mia volta, portare con me e fuori di me, con profonda gratitudine.
Un abbraccio a tutti e grazie per aver condiviso questi momenti davvero speciali
A prestoooooo
Elisa

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